LO YAMAGOMME DI BOIANO A RUOCCO E GALIETTA

LO YAMAGOMME DI BOIANO A RUOCCO E GALIETTA

Negli articoli in cui racconto dei tornei molisani, dedico di solito gran parte delle righe alle criticità emerse e a tutti i dati che, esaminati con attenzione, rappresentano il “mercurio” nel termometro del tennis regionale. Proprio dalla minuziosa verifica dei numeri, possiamo ricavare informazioni utili per lo stato di “conservazione” del nostro tennis molisano e sulle eventuali migliorie che potremmo apportare. Va detto, poi, che per bilanciare questa mia severa lettura del torneo svolto e per mettere a tacere i miei detrattori, compongo un’altra buona parte di righe in cui non mancano elogi rivolti agli organizzatori e note di colore che piacciono a tanti di voi.Parto proprio da queste ultime. Il torneo Yama gomme di Bojano è stato un successo, come l’anno scorso, come l’anno prima e quello prima ancora. Non conto più le edizioni in cui l’ottimo Antonio Spina riesce a contribuire alla buona (direi perfetta) riuscita delle kermesse. Basterebbero dieci come lui per avere un paio di tornei ITF altro che Open…Non dimentico, ovviamente, di ringraziare gli altri marchi che al pari di quello appartenente alla famiglia Spina, colorano le notti boianesi. C’è poi Antonio (Prioriello) che con Mario sempre dietro le quinte, ci garantisce tre quarti di attività agonistica annuale. Non esagero, visto che i due non si fermano certo all’Open ma tra rodei e campionati a squadre costruiscono davvero la maggior parte dell’attività regionale. Dieci e lode a padre e figlio!

Oltre centoventi i partecipanti per un totale, pensate, di ottantasei partite ma l’età che incalza mi induce a ritenere questo calcolo non precisissimo (in matematica ero scarso già da giovane, figuriamoci ora). Nel computo bisogna poi aggiungerne altre trentasei andate in scena per il comparto femminile, per un totale di ben centoventidue gare su soli due campi. Che dire?

Hanno vinto Miriana Galietta (2-5) da Battipaglia city e Antonio Ruocco (2-3) da San Giorgio a Cremano. I due hanno sconfitto rispettivamente Federica Papa (2-6) e Massimo Del Carmine (2-3). Anche per ciò che concerne le finali, dunque, gli appassionati boianesi, come i membri dello staff, hanno potuto godere di un buon tennis. Potrei persino vestire i panni del cronista professionista perché riuscirei ad azzardare qualche commento sulle due giovani protagoniste dell’ultimo atto in rosa (Miriana la conosco più o meno bene, è la nipote del Maestro Galietta che reputo ispiratore di tutto il mio tennis: quello che ho imparato, quello che insegno e quello che racconto sui social. Anche di Federica conosco semplicemente…tutto, essendo mia compaesana e avendone seguito la crescita seppur da lontano). Contestualmente potrei anche commentare le trame del final match maschile ma ovviamente sapete bene quanto interesse susciti in me quella corsa verso la cronaca del tennis che brilla sulla punta del diamante. Da sempre preferisco concentrare le mie attenzioni sul fascino del tennis pret a porter che dello stesso diamante rappresenta la base! Sotto questo profilo ritengo che il torneo di Bojano resti uno tra i più riusciti nella zona: con l’effetto Sinner e quello Davis, è fondamentale non lasciare dietro nessuno e in questo Antonio è il top ma nelle righe melodrammatiche finali si metta l’anima in pace il mio amico fraterno perché lo spappolamento di palle è dietro l’angolo, anzi eccolo qui con tutta la mia spudoratezza. In queste ultime righe dico che potrebbe tutto sommato iniziare a piazzare uno sbarramento ad arginare i più “bassi di grado” e centralizzare il torneo sulla seconda categoria. Ne ha facoltà e ha pure esperienza per farlo. Tutto questo non va in contraddizione con quello che ho sempre sostenuto: i non classificati come pure i “quarta” devono sempre rientrare nei nostri pensieri ma il torneo che ora è cresciuto di livello (e di immagine), induce senza remore ad un cambio di rotta deciso. Contesto, inoltre, i doppi turni. Ne sono allergico dal 1985 e continuano a crearmi scompensi intestinali anche ora che ho perso verve e capelli. Ma le critiche, come vedete, sono isolate, in sei linee di inchiostro, in poco meno di trecento battute di pixel che si sciolgono come neve al sole davanti ad un torneo davvero di livello eccelso. Bravo Antonio!

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