Il racconto del “Terza” di Campobasso potrebbe sembrare scritto in do minore se confrontato con i due Open di Bojano e Isernia. È così, e per il momento va accettato. Sono però certo che, prima dell’arrivo dei freddi invernali, il Presidente Ennio Cerio completerà anche lui la stagione con un Open all’altezza di quelli organizzati da Oreste Colalillo e Antonio Prioriello: un torneo sfarzoso, capace di lasciare il segno.In do minore, dicevo, ma non poi così tanto. Anche la Villa Comunale di Campobasso, al pari di quanto avvenuto a Prusciello e in zona Acqua Solfurea di Isernia, ha fatto registrare numeri che hanno soddisfatto, e non poco, il mio staff. Gli iscritti hanno superato quota ottanta, con una decina di partecipanti provenienti da fuori regione: un dato che conferma il crescente richiamo del nostro sport in questo momento storico e la bontà del lavoro svolto in Villa De Capoa.
Ha vinto Vittorione Berzo, un giocatore che appena due anni fa immaginavo protagonista di ben altre finali. Vittorio, sia chiaro, è soltanto uno dei tanti atleti sui quali avevo costruito aspettative importanti, prima di dover fare i conti con il severo responso del tennis e con una realtà che, spesso, sa essere impietosa. Pensavo, infatti, di ritrovare Alessandro Aufiero nel circuito ATP, così come Giulia Vetta. Prima ancora avevo fantasticato sul futuro di Giovanna Di Lauro, Simona Struzzolino e Lorenzo De Rosa, concedendomi quei voli pindarici che ogni maestro finisce per fare quando intravede del talento nei propri allievi. Poi il tempo, le scelte, gli infortuni e, più semplicemente, la durezza di questo sport impongono di ridimensionare sogni e pronostici. Anche i fratelli Papa avevano alimentato le mie speranze: pensavo davvero di vederli protagonisti nel tennis che conta. A proposito di Emanuele (Papa) proprio lui ha finito per contendere la vittoria a Berzo. Nell’ultimo atto non c’è stata partita: Vittorio ha imposto il proprio ritmo e ha conquistato il trofeo con pieno merito (6-1 6-1 lo score finale). Nella finale femminile, invece, successo di Martina Coghi (4-1) che, quasi in punta di piedi e senza particolare clamore, ha superato la pugliese Francesca Maria Tedesco (3.4) con il punteggio di 6-2 7-6, confermando seppur col contagocce, miglioramenti continui.




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