Dieci dodici righe concedo solitamente agli under 10 e tante mi riprometto di dedicarne, in questo post, a Leo Romano (A.T. Campobasso) che ha stravinto il “Next Gen” di Lanciano pochissime settimane fa e che perciò merita legittimamente gli onori delle cronache quanto meno sul nostro sito eversivo. La rigida regola su questi sparuti numeri di righe, ho voluta auto impormela per tutelare i nostri giovanissimi che fin troppo osannati sui social, rischiano proprio per la troppa visibilità di montarsi la testa. Non ricordo francamente di molisani che in passato hanno sciorinato prestazioni come quelle di Leo Romano. Sul piano del gioco, a dire il vero, piazzo ancora sui gradini altissimi della mia personale classifica di gradimento Lorenzo De Rosa e Alessandro Aufiero che disegnavano partite pressocché uguali ma di risultati come quelli conseguiti dall’enfant prodige di Bojano non ne trovo nella mia memoria sportiva, ora aimè ultra quarantenne. Questo bimbetto, campobassano d’adozione (tennisticamente s’intende) è venuto su dal vivaio di Antonio Prioriello per poi passare con Nichi (Vendemiati). Ha raggiunto la finale del Master Kinder quest’estate e ha vinto per l’appunto il “Next Gen” di Pasqua, andato in scena sui campi di Lanciano. Ha concesso briciole ai suoi parietà: pensate, soltanto sette games in tutto hanno conquistato il marchigiano Leonardo Fratesi (in semi) e il pugliese Alessandro Montanaro (in finale) dopo i 6-0 6-0, ben tre, rifilati ad altrettanti avversari nei turni interlocutori. Il diritto di Leo è secondo me da rivedere come – forse – il servizio ma calcoliamo che ancora, ad intermittenza, utilizza le palle green (!) e allora viene da sé che è meglio non metter bocca sulla parte tecnica perché il tempo per gli aggiustamenti è infinito. Più opportuno mi sembra parlarvi della capacità di reazione e soprattutto dell’anticipazione motoria che quasi non sono normali per un under 10. Leo, infatti, rappresenta un piccolo concentrato di motricità a cielo aperto, vederlo giocare è come girovagare in un mercato dove l’appassionato di tennis può apprezzare da vicino tutte ma davvero tutte le capacità coordinative (non solo le due che ho citato) che sono in bella mostra e soprattutto all’eccesso per un bimbetto che i dieci anni mi pare non l’abbia neppure compiuti! Proprio per queste sue capacità che sono ricercatissime è conteso pure dai colleghi del calcio (milita in una squadretta del capoluogo ed anche lì, tra dribbling e tiri in porta, non è l’ultimo della classe). Già, ben due discipline sportive praticamente a livello agonistico il che mi rende inquieto come insegnante di tennis e orgoglioso come prof di educazione fisica. Torno subito alla cronaca in cui devo trovare spazio per altri fulmini nel ciel sereno del nostro Molise. C’è Matteo Gentile (2013) che come Leo Romano è ancora tenuto sotto osservazione dal Settore Tecnico ed altri giovanissimi che nei tornei individuali fanno bene e che lasciano intravedere un futuro roseo per l’intero panorama regionale. Nella zona di Termoli, per esempio, continua a mettersi in mostra Costantino Asiatico che ha qualche anno di più di Matteo e che promette di essere tra i più forti tennisti della storia del club giallo-rosso. E’ insomma un buon avvio di stagione quello che i nostri baby corregionali stanno disegnando un po’ ovunque. Non male.
1 Mag 2026 2 0 0




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