ALL’OPEN DI ISERNIA, EPILOGO QUASI DA ATP…

ALL’OPEN DI ISERNIA, EPILOGO QUASI DA ATP…

83 partecipanti per 87 partite complessive. Tutti i comparti conclusi ed anche qui come a Bojano pochissime le partite non disputate. Ben sedici i giocatori di seconda categoria e vittoria finale a Niccolo’ Catini 2-2 romano di ventinove anni che vanta qualche breve apparizione in classifica mondiale (tesserato per il Circolo Tennis Eur). Questo in sintesi estrema il resoconto dell’Open da 5.000 euro di Oreste (Colalillo). Credo di non ricordare un parterre così ricco dalle parti dell’Acqua Solfurea negli ultimi venti, trenta anni e allora per ritrovare un tennis di così alto spessore la mia memoria deve prendere a galoppare fino a metà degli anni ’80 quando le giocate di serie B infiammavano l’ACRI del centro città piuttosto che il C.T. Isernia. Va comunque riconosciuto il merito al tecnico boianese per aver riportato entusiasmo in città ora che è il momento…

Mi astengo come sempre dal commentare la punta dell’iceberg e neppure catturano più di tanto la mia attenzione le due sospensioni (di cui una proprio in finale). Le parti conclusive del torneo, quelle che solitamente catalizzano le attenzioni del pubblico meriterebbero epiloghi sempre felici e purtroppo non è andata così perché a Catini è bastato un set per aver ragione del suo avversario e intascare l’assegno da 1.400 euro. Scandagliando nella mia esperienza di organizzatore non si contano i ricordi di semifinali e finali “aggiustate” con ritiri eccellenti, colpi di scena proprio mentre si preparavano i cerimoniali di chiusura e giocatori capricciosi a pretendere qualcosa (…) proprio sul più bello e decidere di infortunarsi a richieste non evase. L’intera considerazione – sia chiaro – nulla ha a che vedere con quanto accaduto nel final match di Isernia perché la caviglia dell’italo-argentino Luciano Carraro (2-1 ex 800 ATP) era già in panne da tempo e il dolore è andato a esacerbarsi proprio a metà “guerriglia”. Un peccato. Va anzi sottolineato la correttezza negli incontri valevoli per gli ultimi atti (non poteva essere altrimenti: c’era Antonella Colalillo che diventa pian pianino sergente di ferro e persino Roger Dylan special guest proprio per la finalissima).

Oltre alla perfetta riuscita della manifestazione segnalo nei quartieri bassi Dante Panatta over 50 dell’A.T. Campobasso che si è distinto nel tabelloncino riservato ai 4-4, lo stesso dove hanno fatto bene Giulio De Bernarndo e Carlo Masi, entrambi tesserati per il club ospitante. Viglione ed Ercolano, probabilmente in passato avversari sui campi da calcio, sono stati, invece, i protagonisti indiscussi della terza sezione, quella riservata ai 4-1 e nella finalina di serie D, i due atleti si sono affrontati (con vittoria che è andata all’isernino). Si è rivisto anche Fernando Borrelli (spero stiamo parlando del Borrelli molisano e non di un omonimo). È adesso tesserato per un club toscano. Non mi esaltano più di tanto le prestazioni di Raul Fabrizzio, che sulla carta dovrebbe portare lustro al mio circolo e che, nei fatti, rappresenta la solita chimera che accogliamo volentieri, anzi, che per dirla tutta finiamo puntualmente per adottare come fossimo la casa del Buon Gesù. Che batta bandiera venezuelana o argentina, francamente, mi cambia ben poco. Va comunque riconosciuto che ha superato due o tre turni del tabellone principale, riuscendo a imporsi anche contro avversari, almeno sulla carta, di livello superiore.

Ho chiuso il pezzo sul torneo di Bojano scrivendo Bravo Antonio (Prioriello).

Bisogna qui legittimamente scrivere bravo Oreste!

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